Le
origini di Carpinone risalgono all'anno 1000. Nel 1230 la famiglia
D'Evoli (feudataria anche di altri paesi come Monteroduni e Roccamandolfi)
fece ricostruire il castello, precedentemente distrutto) intorno
al quale ora sorge Carpinone.
Il tempo trascorse con il susseguirsi
delle dominazioni di altre famiglie che comandarono sul feudo.
Fu nell'anno 1808 che Gioacchino
Murat cancellò ogni residuo di feudalesimo creando la municipalità;
il castello venne consegnato ad un ordine di frati che dopo alcuni
anni se ne disfecero vendendolo a Michele Clemente, trasmesso
poi per successione testamentaria a Gabriele Valente e poi ancora
rivenduto alcuni anni addietro.
Nel risorgimento, Carpinone seguì
le sorti del Molise: poca partecipazione e poco entusiasmo. Il
compimento dell'unità nazionale ebbe comunque strascichi
dolorosi, agitazioni che diedero vita a movimenti brigantisti,
stroncati con pari violenza, e alimentarono odi e malcontenti.
Durante la seconda guerra mondiale,
nel 1943, Carpinone fu occupata dalle truppe tedesche che requisirono
cibo, indumenti e provviste di ogni genere. Il centro abitato
fu sottoposto ad un leggero bombardamento che causò alcuni
morti e feriti.Quattro passi nel castello
Durante la dominazione feudale,
il paese era formato da appena un nucleo di catapecchie coperte
di lastroni di pietra calcarea a ridosso del castello e circondato
da una cinta di mura e di torri, ancora in buona parte esistenti.
La strada che circondava queste vecchie case ha ancora il nome di
Via Cittadella (la
c'tarélla).
Ma ora entriamo
nel castello: al piano terra vi erano gli alloggi per i soldati,
il corpo di guardia, le scuderie e i servizi vari; nei sotterranei
c'erano le prigioni tenebrose e i locali per le torture. Al secondo
piano vi erano le stanze destinate alle camere da letto.
Si racconta nelle
sere accanto al fuoco... che... nella parte nord del castello,
a picco sul baratro, aprendosi a sorpresa una botola, faceva precipitare
nell'abisso tutti coloro che "non servivano più".
Inoltre, si narra
che in tempi antichi, esisteva un passaggio segreto sotterraneo
che collegava il castello con la grotta d' ru pont chian' che nel periodo della seconda guerra
mondiale è stato anche il riparo di quasi tutti i carpinonesi.