Consapevolezza

Il magistrato del mio cuore
giunge dalle organze della notte.
Arriva col suo passo cheto.
Porta con se il segreto lieve
del volo d’un seme di pioppo solitario.
Si addentra nelle vene
calcondo le erbe alide dell’estate.
Induce ad ogni palpito
a ripercorrere paesaggi
di viaggi ormai distanti
nel profumo trascurato dei castagni.
Vibra, scuote, spinge, urge e irrompe
con garbato fragorio
salendo nel flusso verticale delle arterie.
Stempera nel tepore del mio sangue
la sua furia.
Poi ondulato rallenta la sua corsa
nel vento sordo dei valloni,
e scivola,
rotolando,
lento,
come fa un granello di sabbia
muto fanciullo biondo
nel gioco di mille capriole
immerso nella tiepida salsedine
fino ad accucciarsi
sul fondo del suo petto
di eterno mare inerme.