Colori

Questa poesia ha inserti d’acciaio
in ogni molecola del bronzo,
distilla il magma rosso
che si spegne in un bicchiere
trangugiato nell’attesa di una notte che non c’eri.
Ha due vocali sorridenti
nel verde che risorge dall’abisso
ed un ricciolo di burro giallo
nell’immensa notte eterna,
ha l’argento che germoglia fra le onde
e conosce il mortale graffio del cromato uomo bianco.
Poi fa nero,
dell’inchiostro solfeggiato sul foglio della storia
scritta ancora dai vincenti.
Ancor ebbri i popoli del mondo
nel trito ossidato della lucida follia
ammassano le mortali vene
che non smettono lo stillio blu del sangue.
La mia lira non ha rime
mendica colori nella polvere di quarzo
e spera che l’acquerello della vita
torni a tingere ogni tela.