Volo australe

Tra le scatole vuote del mio tempo
marmorei cubi bianche di una cava abbandonata
respirano nel mio inerme guscio
conati di silenzio,
squamato occhio cesio
ardo nel disagio sul letargico corpo tuo
che ride e fuma di me,
il tuo lazzo mi rende falena di cotone
sulle avvampate lingue della mia effimera esistenza.
La magnetica aurora
spiega  le tue vele
a solcare l’atmosfera
sulle onde cosmiche a mille nodi
ed è laudano nelle mie viscere
sinfonia di unguenti sulla mia pelle.

Sciancato il passo di chi ti osò
coccolasti l’ambizione antica delirante
io stesso scivolo nell’illusione del riflesso
e aspetto che la carie
che consuma le mie ossa
smetta di cercarti.